L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE, UNO STRUMENTO A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE

A partire dal mese di maggio, è entrato in vigore un nuovo strumento a sostegno dell'occupazione, l'Assegno di ricollocazione. Dal prossimo mese di ottobre, tale provvedimento entrerà pienamente a regime, dopo la conclusione della fase di sperimentazione. 
Vediamo nel dettaglio caratteristiche e modalità di erogazione di questa misura che punta a potenziare la ricerca di lavoro.




COS'È
Non si tratta di una somma di denaro destinata alla persona ma è un buono (voucher) di importo variabile, erogato per ricevere un servizio di assistenza alla ricerca di occupazione da parte di un Centro per l'Impiego o di un ente accreditato ai servizi per il lavoro.

DESTINATARI
L'assegno di ricollocazione è rilasciato a:
1. persone disoccupate che ricevono la NASpI da almeno 4 mesi, che ne facciano richiesta, purché non siano:
- impegnate in analoghe misure di politica attiva erogate dalle Regioni e Province autonome (solitamente tali misure sono denominate contratto/assegno di ricollocazione, accompagnamento al lavoro o dote lavoro);
- impegnate nella misura 3 "Accompagnamento al lavoro" di Garanzia Giovani.
2. lavoratori in CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria), purché i loro profili e ambiti siano espressamente previsti dall'Accordo di ricollocazione, sottoscritto dalla loro Azienda e dalle organizzazioni sindacali.

Solo nel caso in cui il lavoratore sia in CIGS, l'erogazione dell'Assegno di ricollocamento prevede i seguenti benefici:
Per il lavoratore
Il lavoratore che, nel periodo in cui usufruisce del servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione, accetta l'offerta di un contratto di lavoro con altro datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa del datore in essere, usufruisce di un duplice beneficio:
1. l'esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Le eventuali ulteriori somme pattuite nella stessa sede sono invece soggette al regime fiscale applicabile ai sensi della disciplina vigente in relazione al titolo per il quale sono erogate;
2. la corresponsione, da parte dell'INPS e con le modalità definite dall'Istituto, di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.
Con riferimento a tale ultimo beneficio, l'importo spettante al lavoratore andrà calcolato applicando al periodo residuo previsto dal programma di riorganizzazione o crisi aziendale, la percentuale di ore integrate mediamente osservata nel periodo di fruizione.

Per il datore di lavoro

Ai sensi del comma 6 del citato articolo 24-bis del Decreto Legislativo 148/2015, al datore di lavoro che assume il lavoratore nel periodo in cui usufruisce dell'assegno di ricollocazione, spetta l'esonero dal versamento del 50 per cento dei contributi previdenziali complessivamente dovuti, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua.
Tale importo è annualmente rivalutato dall'INPS sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Il beneficio compete a condizione che l'impresa non presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore in essere.
L'esonero è riconosciuto per una durata non superiore a:
1. diciotto mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
2. dodici mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato.
Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il predetto contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori sei mesi.
Ai fini della fruizione del beneficio, ANPAL comunica all'INPS i dati relativi ai datori di lavoro che abbiano assunto lavoratori nel periodo di fruizione dell'assegno di ricollocazione.

COME FUNZIONA
Il soggetto a cui viene riconosciuta l'erogazione dell'assegno, può decidere "dove" spendere tale buono, entro due mesi dalla data del rilascio. Una volta presentata la domanda, l'iter prevede un primo incontro per l'assegnazione di un tutor, la stesura di un programma intensivo per la ricerca di lavoro, nel quale la persona titolare dell'assegno collabora attivamente, successivi incontri di verifica e un eventuale percorso per la riqualificazione delle competenze. Il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili per altri 6

COME RICHIEDERLO
La richiesta dell'assegno è volontaria e si può inoltrare:
- autonomamente sul portale 'adr.anpal.gov.it';
- con il supporto del Centro per l'Impiego o di un Istituto di patronato che ha stipulato una convenzione con Anpal.

IMPORTO DELL'ASSEGNO
L'importo massimo del contributo è di euro 5.000, secondo il profilo di occupabilità e la tipologia di contratto. 

REVOCA DELL'ASSEGNO
Il voucher riscosso verrà revocato qualora la persona dovesse rifiutare in maniera ingiustificata l'offerta lavorativa che, tuttavia, dovrà essere congrua con il profilo per caratteristiche retributive, di distanza da casa e altro. In quel caso verrà sospesa anche la NaSpI o qualsiasi altro sussidio di disoccupazione.