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📚 Le nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro cercano prima di tutto uno stipendio adeguato (71% laureati) e la possibilità di raggiungere un ottimale equilibrio tra lavoro e vita privata (48%). Sono alcuni dei principali risultati di un’indagine dell’Osservatorio “Giovani e lavoro”, commissionato da SGB HUMANGEST HOLDING all’Università degli Studi di Pavia, che ha coinvolto laureandi e laureati da tutta Italia.

👨‍💻Il posto fisso non è più una priorità, né la loro massima aspirazione. Piuttosto, si cerca un ambiente di lavoro il meno ‘tossico’ possibile. Secondo il 70,3% dei laureandi e il 67,1% dei laureati, non è sostenibile lavorare in un ambiente in cui il clima non sia sano e costruttivo, accogliente e stimolante. La fiducia e la dimensione relazionale diventano anche il principale innesco alla possibilità di dimettersi e cambiare strada.

✒️ Il contratto a tempo indeterminato è ritenuto “molto importante” solo dal 5,2% della platea dei laureandi intervistati e dal 10,5% dei laureati. Rispetto al passato, si accettano quindi una maggiore incertezza e la necessità di cambiare come un dato di fatto attorno al quale costruire le proprie strategie, senza porsi limiti ed esplorando nuovi campi di applicazione per le loro potenzialità.

🧒Tra i più giovani cresce anche il valore dell’autodeterminazione: un laureando su cinque si immagina un futuro da libero professionista; tra i laureati uno su sette vorrebbe diventare autonomo, e la maggior parte di chi è attualmente autonomo preferirebbe restare tale (64,1%).

💵 In generale, sembra che il riconoscimento del merito e delle possibilità di carriera siano secondari rispetto al clima in cui si lavora. Il riconoscimento passa soprattutto per la retribuzione economica, che assume anche un valore simbolico, e costituisce il secondo pilastro di questa dimensione relazionale e fiduciaria. La ricerca evidenzia la maggiore disillusione dei laureati che ritengono meno importante dei laureandi il riconoscimento di carriera (4,5% di molto importante rispetto all’8,5% dei laureandi).

Fonte: LinkedIn Notizie, post a firma di Vittoria Vimercati